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HAPPY ECONOMY

Could you explain me why, after the industrial revolution, most of the economists, have forgotten the element of “collective happiness”, in the budget evaluation? The strong connections between economy and happiness, could bring us to a main collective solution of our current economical crisis, as some experts in the series of films above, will demonstrate.
 

RICCHI ANCHE DENTRO? by

Questa è una storia vera. Se indovinerete il personaggio a cui mi riferisco (non è difficile) avrete un film in regalo.
Un uomo perspicace, sognatore e imprenditore, un eccellente businessman, divenne pian piano ricco, poi ancora più ricco, e in breve divenne uno degli uomini più ricchi del pianeta. Aveva avuto fortuna nella scelta degli ivestimenti e dava più credito alla sua vocina interiore, che ai consigli dei 1000 broker che lo tartassavano. Si sposò ed ebbe dei figli. La moglie, per compensare l’eccesso di denaro, era un’artista, una musicista per la precisione. Inizialmente si dilettò nello spendere i propri soldi senza moderazione in aerei privati, ranch e villoni di lusso. Poi, di fronte alla semplicità della natura si arrese, e percepì il senso del vuoto: a cosa mi servono tutti questi soldi, se anche con 20 vite, non avrei il tempo per godermeli ed anche acquistando 1000 case, non avrei il tempo per abitarle?
Nella villa lussuosa si sentiva meno sicuro e felice d’un tempo, quando viveva in un piccolo appartamento con la moglie e i figli. Nel piccolo appartamento aveva sempre intorno la famiglia, ne percepiva i discorsi, le tensioni e gli affetti. Adesso, nell’immensità di quel labirinto pieno di stanze, incontrava i famigliari solo nei video del sistema di allarme. Attraverso un impianto complesso di telecamere di sicurezza, poteva controllare la posizione del resto della famiglia da qualunque angolo di quel meraviglioso labirinto. Guardie del corpo inoltre vegliavano su ogni ala dell’immensa villa ed erano compagni pagati della dorata prigionia. Anche i vari ranch dove si recava per brevi vacanze, gli davano un senso di spaesamento, non avendo antenati cow boy. I soldi aumentavano sul suo conto, ma questo povero re mida, non riusciva ad usarli, a goderli. Erano troppi e troppo pesanti.
Decise di tornare indietro nel tempo, al giorno in cui non era ricco, per ritrovare se stesso. Per farlo si spostò nel suo piccolo appartamento della cittadina dove era nato e cresciuto e la famiglia lo seguì. AI figli decise di donare la possibilità di esercitare il proprio talento, invece dei soldi: uno divenne un eccellente musicista, l’altro un’eccellente scrittore. Amici ricchi come lui erano stati distrutti dai litigi dei figli e delle mogli, che si infliggevano pene infernali a vicenda per contendersi potere e soldi, da spendere poi nelle migliori cliniche per Vip depressi.
Non voleva seguire il loro esempio.
D’un tratto si rese conto che tutto il peso di quei soldi lo avrebbe reso felice, se lo avesse condiviso con altri. Così fece. Diede quasi tutti i suoi soldi in beneficenza e ritrovò la propria pace interiore. Non sappiamo l’esito della beneficenza e come effettivamente vennero impiegati quei soldi (su questo non ho indagato), ma questo gesto servì semplicemente per aiutare quell’uomo ricco, ricchissimo, troppo ricco, a ritrovare la propria pace interiore.
Questa non è una fiaba, ma una storia vera che coinvolge un ristretto numero di persone che hanno enormi risorse, ma non possono materialmente usufruire delle risorse in eccesso che hanno. Quest’uomo è un’altruista egoista? E’ un filantropo di se stesso o degli altri? Come lo definiresti? Hai capito chi è? Se si, inviami il nome e se indovini riceverai un regalo...


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