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Camminare per educare

Ogni mattina, 450 bambini di 10 scuole elementari di Lecco vanno a
scuola seguendo 17 percorsi, ma senza scuola bus, e non per la crisi
economica. A raccontarlo è il solito New York Times.
“Nel 2003, per affrontare la tripla minaccia dell’obesità infantile,
del traffico locale e, soprattutto, un aumento delle emissioni dei gas
serra dagli scarichi delle automobili, un gruppo ambientalista ha
proposto come soluzione di tornare alle origini: i bambini devono
andare a scuola a piedi” scrive la testata americana, che spiega come
siano nati dei “piedibus”, un percorso con un autista ma senza veicoli.
“Ogni mattina i mebri dello staff e dei volontari tra i parenti dei
bambini accompagnano gli studenti per le strade tortuose di Lecco fino
ai cancelli delle scuole”.
L’iniziativa sta avendo successo, a quanto riporta la cronaca del
quotidiano, e il numero di bambini che sceglie di andare a scuola a
piedi invece di farsi accompagnare in macchina è in costante aumento.
La stima fornita da Dario Pesenti, assessore all’urbanistica, è che
questa iniziativa ha evitato più di 150.000 km di viaggi in auto,
prevenendo potenzialmente l’emissione di migliaia di tonnellate di gas
inquinante. Cifre su cui è lecito avere qualche dubbio, ma che comunque
non deve far passare in secondo piano l’utilità di una soluzione che
non è importante solo dal punto di vista ambientalista ma anche da
quello sociale. Questa soluzione infatti oltre ad aiutare la forma
fisica dei piccoli studenti è un toccasana anche per i rapporti
sociali, visto che andando a scuola tutti insieme c’è più tempo per
socializzare con i compagni.
L’aumento del numero di bambini accompagnati a scuola in auto, anche
per brevi percorsi, è in rapida ascesa sia in Usa che in Europa. Nel
1969 il 40% degli studenti in Usa andava a scuola a piedi, oggi invece
è solo il 13%, mentre in Inghilterra è il 18%, e anche nel resto
d’Europa le cifre sono simili.
Speriamo che tutte le città italiane seguano questo esempio!